domenica 11 ottobre 2009
venerdì 9 ottobre 2009
Leggende metropolitane
un articolo di Maurizio Zoja – www.wired.it
Vi siete bevuti la storia della morte presunta di Paul McCartney? Siete convinti che Elvis è stato rapito dagli Ufo e che Jim Morrison è vivo e lotta insieme a noi? Bene, allora siete pronti per godervi altre dieci tra le più improbabili leggende metropolitane degli ultimi tempi.
1. Un dente immerso per una notte in un bicchiere di Coca-Cola si corrode fino a sparire. La bibita contiene acido fosforico, ma non in quantità tali da essere corrosiva. Altrimenti, sai quante bocche sdentate?
2. I sette nani rappresentano sette stadi della dipendenza da cocaina. Poco credibile: la coca può indurre sonnolenza (Pisolo) e irritabilità (Brontolo), ma non sapienza (Dotto) o dolcezza (Cucciolo).
3. Per entrare ad Harvard bisogna ottenere un brevetto di nuoto in ricordo del figlio di uno dei benefattori dell’università, morto nel naufragio del Titanic. Harry, figlio di Eleanor Elkins Widener, morì non perché non sapesse nuotare, ma perché non riuscì a trovare scialuppe di salvataggio disponibili.
4. Clint Eastwood è figlio di Stanlio. Clint è nato il 31 maggio 1930, il giorno in cui la moglie di Stan Laurel partorì un figlio prematuro, morto nove giorni dopo e cremato. Si dice che il bimbo, in realtà frutto di una relazione extraconiugale, sia Clint, dato in adozione. Che il movente inconscio dell’ispettore Callaghan fosse stato fare fuori Stanlio e Ollio con una 44 Magnum?
5. Il mondo è governato da una razza di rettili umanoidi di cui fanno parte George W. Bush, Bill Clinton e la defunta Regina Madre. Va bene tutto ma perché anche la povera Regina Madre? Colpa dei suoi cappellini-ufo?
6. Mangiare carote fa bene alla vista. Durante la seconda guerra mondiale gli aerei tedeschi venivano prontamente intercettati da un nuovo radar inglese. Il ministro britannico diede il merito ai pasti a base di carote degli aviatori. Una battuta che molti hanno preso sul serio.
7. I bambini nati durante un volo hanno diritto a viaggiare in aereo gratis tutta la vita. Falso. Altrimenti, gli aerei diventerebbero delle sale parto. Vero, invece, che a molte donne in stato di gravidanza avanzata viene rifiutato l’imbarco.
8. Nove mesi dopo l’11 settembre 2001 il tasso di natalità a New York è aumentato. La leggenda è stata originata da una ricerca sui motivi per cui aveva ancora senso essere ottimisti dopo quanto era avvenuto. Tra le risposte ci fu diventare genitori. Ma non si registrarono picchi di natalità.
9. La Marlboro è di proprietà del Ku Klux Klan. Il logo richiama vagamente una K e il fumo uccide. Ma le analogie si fermano veramente qui.
10. Il Nobel per la matematica non esiste perché la moglie di Alfred Nobel ebbe una storia con un matematico. Nobel non si è mai sposato.
Falsa la foto iconica di Michael Jackson (o forse no)
Articolo aggiornato dopo la pubblicazione
Giusto per ricordare che la gara a chi abbatte più rapidamente la credibilità dei giornali è un’Olimpiade internazionale e non una competizione tutta italica, segnalo questa perla pubblicata qui il 30 giugno scorso dall’inglese Daily Mail e avallata nientemeno che da Getty Images qui e anche al funerale pubblico di Michael Jackson (qui), con la firma del “fotografo” Kevin Mazur.
Notate niente di strano? Forse se guardate l’ingrandimento il difettuccio rivelatore sarà più visibile.
Fra le gambe di Jackson lo sfondo stranamente non è visibile. Eppure il Daily Mail parla di “immagini emerse da poco, scattate martedì allo Staples Center a Los Angeles” durante le prove del concerto e dice che i “ballerini si esibiscono di fronte a un enorme striscione ‘This is it”‘. Nessun accenno a fotomontaggi.
Ci sono cascati la BBC, Bild (che paradossalmente mostra nella stessa pagina un video delle medesime prove, nel quale la gigantesca scritta di sfondo non c’è), Time (con tanto di primo posto nella Photogallery), CBS News, Spiegel e Stern, giusto per fare qualche nome trovato grazie a Tineye.
Lo sbufalamento, per dirla eufemisticamente, è opera di Photoshop Disasters.
Fonte: http://attivissimo.blogspot.com
Aggiornamento del 02.08.2009
Nuovi dettagli e dubbi sulla foto
La mia ragionevole certezza del fotoritocco s’è attenuata quando ho potuto esaminare una versione ad alta risoluzione, che mostra una ringhiera nera orizzontale fra le gambe di Jackson, coerente con la ringhiera visibile appena al di fuori delle gambe stesse. Questa ringhiera sembra sfalsata e arretrata rispetto alla restante ringhiera che attraversa il retro del palco, e un suo tratto è inclinato, come se ci fosse una rampa con corrimano per salire sul palco da sotto.
Inoltre la rampa bianca al centro del palco (che è indubbiamente un oggetto fisico) ha dei riflessi che corrispondono ai colori della scritta “This is it”, e questo sarebbe un effetto non certo banale da ottenere in un fotoritocco.
Altre immagini delle prove suggeriscono che la scritta e il telaio che le sta dietro facciano parte di un’immagine su megaschermo e non siano una struttura reale. Il punto di ripresa della fotografia, tuttavia, coincide con quello dal quale la prospettiva forzata dell’immagine funziona.
“Knowing”, promuovere un film aprendo un blog
La Eagle Pictures ha avuto un’idea interessante e inconsueta per promuovere il suo film Knowing – Segnali dal futuro: visto che la pellicola con Nicolas Cage parla di un misterioso codice che preannuncia i disastri con precisione letteralmente matematica, ha creato un blog nel quale ha invitato un po’ di gente che ha a che fare con misteri, catastrofi e presunti presagi e complotti.
Si spazia dall’Area 51 alla presunta morte di Paul McCartney negli anni Sessanta alle teorie sulla falsificazione degli sbarchi sulla Luna e si tocca anche l’11 settembre. Su quest’ultimo argomento è stato chiamato a parlare Giulietto Chiesa, il cui intervento è stato pubblicato in tre puntate (una, due e tre).
Segnalo in particolare la nuova perla complottista di Chiesa: l’aereo al Pentagono c’era, dice adesso. Ma come? Ha sempre detto che non c’era. Aspettate a festeggiare quest’apparente rinsavimento, perché la sua nuova teoria è che ci fosse “un missile che si trovava nascosto nella punta dell’aereo e che era stato preparato per tempo. Quindi l’aereo c’era, perché se vuoi fare una cosa la devi fare in modo intelligente [sic], ma era senza passeggeri e aveva al suo interno, magari nella fusoliera, un missile che nello spazio di poche frazioni di millesimo di secondo ha sparato apposta.”
Giuro, scrive proprio così qui. E ci sono altre perle che vi lascio il dubbio piacere di scoprire, per toccare con mano quanto il cospirazionismo undicisettembrino sia già arrivato alla frutta e l’abbia saltata con gesto atletico tuffandosi direttamente nell’ammazzacaffè. Con conseguenti deliri di chiara ispirazione etilica.
Ora tocca ai debunker fare le pulci alle teorie cospirazioniste, e sono stato invitato a rispondere alcune domande sul tema dell’11/9 e indirettamente ribattere con i fatti e i dati alle fantasie da film di James Bond presentate da Giulietto Chiesa. Se la cosa v’interessa, la prima puntata è qui e i commenti sul blog di Segnali dal futuro sono aperti a chiunque.
Scivoli giganti e laptop presi al volo
Si sono chiesti in molti se sia vero o un trucco il popolarissimo video dell’uomo, tale Bruno Kammerl, che allestisce un enorme scivolo d’acqua lungo una collina e lo usa come trampolino per un salto spettacolare che lo porta a centrare miracolosamente una minuscola piscina gonfiabile.
La spiegazione è emersa dopo pochi giorni di presenza su Internet. Il video fa infatti riferimento al sito Megawoosh.com, che a sua volta porta al sito Mach-es-machbar.de, che contiene pubblicità per Microsoft Office Project 2007 in tedesco. E’, in altre parole, un esempio riuscito di marketing virale, realizzato dalla filiale tedesca di Microsoft, come spiegato nella pagina che descrive il “making of” del video. La trovata è valsa quasi due milioni e mezzo di spettatori dello spot occulto.
Il marketing virale funziona, e così ci prova anche il produttore di laptop MSI, che ha fatto anche di più: un video in cui degli atleti giocano a prendere al volo un computer portatile ultrasottile. Fin qui non ci sarebbe nulla di insolito: solo che nel video la presa viene effettuata usando le chiappe, fasciate da una tutina sportiva che lascia poco all’immaginazione.
Ovviamente ci sono di mezzo giochi di montaggio e un po’ di effetti speciali digitali, ma l’effetto desiderato è raggiunto: far parlare di sé e del proprio prodotto. A qualunque costo. E’ proprio il caso di dire che l’utente viene simpaticamente gabbato e si rende conto di aver visto uno spot soltanto… a posteriori.
Autovelox controllati dalla Stradale? Leggete il Codice, non i giornali
Un articolo di Maurizio Caprino
L’altro giorno, nella foga di scrivere subito un commento sulla direttiva ministeriale sui controlli di velocità mentre ero ancora alle prese col trasloco del mio ufficio (un esodo biblico, date le dimensioni del mio archivio), mi è sfuggita un’altra bufala importante presa dai miei colleghi: non è affatto vero che il coordinamento delle attività sia passato alla Polizia stradale.
O, meglio, la Stradale continua a essere una sorta di “prima inter pares”, perché è lo stesso articolo 12 del Codice della strada che ne riconosce la specializzazione, tanto che il ministero dell’Interno espleta il potere di coordinamento delle attività delle forze dell’ordine sulla circolazione stradale (potere conferitogli dall’articolo 11 del Codice) attraverso circolari che di fatto sono scritte dagli esperti della Stradale e il Comitato nazionale della viabilità (che gestisce tutte le situazioni critiche per il traffico ed è presieduto dal direttore della Stradale), oltreché attraverso l’azione locale dei prefetti (che non a caso sono citati anche dalla direttiva ministeriale dell’altro giorno).
Solo che la direttiva, come ben spiega l’amico vigile Giovanni Fontana nel commento che vi riporto di seguito, si limita a ribadire che la gestione delle apparecchiature di controllo mentre funzionano deve essere effettuata dagli organi di polizia stradale, ossia – semplificando – da tutti quei corpi di polizia nazionali e locali che possono fare multe. Sì, perché la locuzione “polizia stradale” (con la “p” minuscola) è un’attività, che può essere svolta da tutte le forze dell’ordine, alcune con limiti, secondo quanto stabilisce l’articolo 12 del Codice. Il comunicato ministeriale che annunciava la direttiva non si perdeva a spiegare queste cose per principianti e i giornalisti (che sulla materia principianti sono, almeno in larga parte, esattamente come lo sono io su tutto il resto dello scibile umano) hanno abboccato. Complimenti!
Ecco perché poi gli addetti ai lavori scrivono commenti come quello di Mariachiara nel post precedente o come questo di Giovanni Fontana sul sensazionalismo fuori luogo che ci contraddistingue, Un sensazionalismo che, contrariamente a quel che si può pensare, indica non solo la ricerca dell’audience e della copia venduta in più, ma anche ignoranza.
Ora capisco perché 15 anni fa, quando frequentavo la scuola di giornalismo, qualcuno mi diceva che il nostro compito è spiegare ciò che noi stessi non abbiamo capito. All’epoca era più una battuta. Oggi, col mondo che diventa sempre più complesso e le redazioni sempre più in balia di tagli, economie e pressioni varie, è una realtà quotidiana.
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martedì 6 ottobre 2009
2012, la fiera delle scemenze fa vittime
Forse i vari Giacobbo, Ruggeri e propinatori assortiti di catastrofi non si rendono conto di quello stanno facendo. Là fuori, a giudicare dalla posta che mi arriva, c’è gente che ha preso sul serio le loro profezie di catastrofi per il 2012 e non vuole più vivere perché l’hanno convinta che tanto finirà tutto fra tre anni. E anche altri debunker, come Phil Plait, stanno ricevendo lo stesso tipo di posta.
Per questo torno sull’argomento. Mi scrivono madri angosciate che non vogliono più mandare a scuola i figli, che tanto è tutto inutile. Mi scrivono ragazzi e ragazze, terrorizzati all’idea che la loro vita finirà nel 2012, perché l’hanno letto non solo su Internet, ma su tutti i giornali, e l’hanno sentito in TV.
Allora, lo dico chiaro e tondo: è ora di piantarla di pubblicare scemenze che annunciano catastrofi che esistono solo nella fantasia malata degli imbecilli, e chi le pubblica è un irresponsabile. Siete contenti di rovinare la vita e di far paura alle persone sensibili che non hanno i mezzi per capire che scrivete idiozie senza capo né coda? Se non lo capite da soli, volete proprio aspettare che ci scappi il morto?
E’ semplicemente vergognoso che una casa editrice come la ERI, che gode dell’immagine di autorevolezza di mamma Rai, pubblichi una collezione di castronerie catastrofiste come il libro 2012: Fine del mondo? di Roberto Giacobbo. L’ho sfogliato in un autogrill per verificare le segnalazioni dei lettori del Disinformatico. Ebbene sì, non ci volevo credere, ma è proprio vero che contiene perle come questa:
Di fatto, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell’atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa un numero sempre crescente di particelle di luce dette “fotoni”.
Giuro. Dice proprio così. Pagina 127. Per chi si fosse dimenticata la fisica elementare studiata a scuola, i fotoni sono quelli che permettono ai nostri occhi di vedere. Sono, per semplificare, luce. Quindi i fotoni ci sono da sempre, mica sono arrivati improvvisamente in massa negli anni Sessanta. Non è che prima degli anni Sessanta andassimo tutti in giro a tentoni, giusto? Né siamo diventati improvvisamente tutti ciechi perché adesso c’è più luce di prima, giusto?
Ecco, questo è il livello di scempiaggini che scrive Giacobbo. E ha pure il pelo sullo stomaco di intitolare la sezione del suo libro “La Cintura Fotonica”. Che sembra un’arma che Goldrake si rifiutava d’indossare perché si vergognava. No, mamma, tutto ma non la cintura fotonica. Le bretelle spaziali sì, vanno di moda, ma la cintura fotonica non si usa più.
C’è di più. Nella stessa pagina, Giacobbo scrive che
“Alexei Dmitriev… sostiene che questa densa luce che la caratterizza [sta parlando della Cintura Fotonica, che va scritto con le Maiuscole per darsi più Importanza] provenga dal buco nero al centro della galassia.”
Se è un buco nero, che per definizione è un corpo celeste che assorbe la luce, Giacobbo sarebbe così gentile da spiegarci perché dovrebbe emetterla?
E il libro sciorina sintomi di catastrofi imminenti come se fossero fatti assodati:
“… il moto di rotazione della Terra sta rallentando, il suo campo magnetico si sta indebolendo, lo strato di ozono si sta assottigliando, i fenomeni sismici si stanno incrementando, moltissimi sono gli squilibri climatici, le tempeste solari potrebbero raggiungere un picco massimo nel 2012, tutto il sistema solare si sta surriscaldando.”
Giacobbo indica forse qualche articolo di astrofisica, qualche statistica sismica, qualche dato meteorologico come fonte per tutte queste cose? Noooo. A cosa servono gli scienziati, inutili perditempo e guastafeste? E’ così bello mettere paura alla gente con i paroloni del signor Dmitriev (che pare sia un geofisico, che con l’astrofisica c’entra come Woody Allen con il culturismo). E vendere centomila copie speculando su queste paure. A cosa gli serviranno, tutti quei soldi delle vendite, se il mondo finirà fra tre anni, è meglio non chiederglielo.
Sì, centomila copie. Così perlomeno dichiara l’altra fonte di perle catastrofiste che vorrei segnalarvi, ed è una vicina anche geograficamente al Maniero Digitale: il Corriere del Ticino. Giornale molto seguito nel Canton Ticino, che ieri ha pubblicato un articolo sul 2012 che parla seriamente della catastrofe in arrivo:
“Uno scherzo? Beh, da prendere con le pinze visto che con grande anticipo i Maya avevano previsto molti eventi che poi in si [sic] sono incredibilmente avverati, come l’eclissi solare del 1969, con un errore di soli trenta secondi! Essi avevano grandi conoscenze astronomiche e il 21 12 2012 ci sarà un allineamento del Sole al centro della Via Lattea…”
Gli astronomi mi perdonino se a tradimento ho scatenato in loro risate incontrollabili con questa scemenza di dimensioni (è il caso di dirlo) galattiche. Se i Maya avevano grandi conoscenze astronomiche, di certo l’articolista del Corriere del Ticino, Davide Rota, non le ha avute in eredità. Perché parlare di “allineamento del Sole al centro della Via Lattea” è come dire “allineamento dei capezzoli di Cristina del Basso con la nebbia in Val Padana”: si rimane impressionati all’idea, ma quando si va a toccare con mano si scopre che è tutto finto.
Prosegue poi il CdT: “La NASA ha dichiarato che a partire dal 2012 inizieranno tempeste solari magnetiche che potrebbero provocare incontrollabili black-out sulla Terra”. Adorabili, questi catastrofisti: citano la NASA come autorità, ma quando la NASA li avvisa che stanno dicendo stupidaggini (infatti l’ente prevede che il picco di attività solare sarà a maggio 2013, non nel 2012), allora non è più autorevole ed è meglio fidarsi dei Maya.
A proposito di Maya: è qui che il giornale infila una delle perle più belle. D’accordo, sta citando una leggenda, secondo la quale i Maya erano “un popolo ’stellare’ trasferitosi sulla Terra per diffondere le proprie conoscenze superiori”. Ma dice che “Secondo tale teoria essi avevano già deciso di lasciare il nostro pianeta poco prima della dominazione spagnola, in quanto ormai consci del proprio imminente declino sulla Terra. Ma i Maya purtroppo non previdero che gli ‘dei bianchi’ li avrebbero sterminati”.
Soltanto che basta un giretto su Wikipedia, o su un qualunque testo di storia, per sapere che la civiltà Maya andò in pezzi intorno al 900 dopo Cristo. Seicento anni prima dell’arrivo degli spagnoli. Altro che “conoscenze superiori” e partenze spaziali: poco prima della dominazione spagnola, i Maya andavano in giro con le pezze al perizoma.
Potrei andare avanti, con la storiella della rotazione terrestre che dovrebbe arrivare “allo stop totale previsto per il 21 12 2012″ e poi “dopo una sosta di 72 ore” ricominciare “in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici”. Ma mi fermo qui. Lo so, il giornale e Giacobbo stanno bene attenti a pararsi le spalle dicendo che si tratta di teorie, di leggende, di miti; ma allora, se sono tutte fantasie, che senso ha pubblicarle, propagandarle e riempirvi pagine su pagine? E soprattutto farlo senza contrapporvi i fatti scientifici assodati e indiscussi che spiegano come stanno realmente le cose?
Questo è il livello di superficialità e di incompetenza dei profeti di sventura del 2012. Per tutti quelli che mi hanno scritto angosciati perché convinti che il mondo finirà presto da questi maestri del menar gramo (e dai loro editori che non li fermano), dico solo questo: nessuna, ma proprio nessuna delle teorie di catastrofe intorno al 2012 ha il minimo fondamento non solo nella scienza, ma nella realtà, e i brani che ho citato dimostrano che chi va annunciando disastri non sa quello che dice. Ma sa benissimo come si incassa sulle paure altrui.
A proposito di incassi, ditemi voi se questo non è uno spot disonesto:
E’ uno dei tanti, forse il più ingannevole, preparato per il film 2012 di Roland Emmerich. Sia ben chiaro, mi diverto anch’io con i kolossal di effetti speciali, ma quando qualcuno gioca con le paure della gente e spaccia la fantasia per realtà, senza dare chiare indicazioni che si tratta di uno spot di un film, e addirittura crea siti dettagliatissimi e iperrealistici come quello del succitato Institute for Human Continuity, secondo me sta giocando sporco.
Chiudo con un’avvertenza: non mi metterò a discutere delle presunte “prove” della catastrofe imminente e dei presunti complotti dei potenti del mondo per mettersi in salvo. L’ho già fatto tempo fa in dettaglio e la mia scommessa di allora vale ancora: se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più. Finora, stranamente, non ha accettato nessuno.




