venerdì 9 ottobre 2009

Leggende metropolitane

un articolo di Maurizio Zoja – www.wired.it

Vi siete bevuti la storia della morte presunta di Paul McCartney? Siete convinti che Elvis è stato rapito dagli Ufo e che Jim Morrison è vivo e lotta insieme a noi? Bene, allora siete pronti per godervi altre dieci tra le più improbabili leggende metropolitane degli ultimi tempi.

1. Un dente immerso per una notte in un bicchiere di Coca-Cola si corrode fino a sparire. La bibita contiene acido fosforico, ma non in quantità tali da essere corrosiva. Altrimenti, sai quante bocche sdentate?

2. I sette nani rappresentano sette stadi della dipendenza da cocaina. Poco credibile: la coca può indurre sonnolenza (Pisolo) e irritabilità (Brontolo), ma non sapienza (Dotto) o dolcezza (Cucciolo).

3. Per entrare ad Harvard bisogna ottenere un brevetto di nuoto in ricordo del figlio di uno dei benefattori dell’università, morto nel naufragio del Titanic. Harry, figlio di Eleanor Elkins Widener, morì non perché non sapesse nuotare, ma perché non riuscì a trovare scialuppe di salvataggio disponibili.

4. Clint Eastwood è figlio di Stanlio. Clint è nato il 31 maggio 1930, il giorno in cui la moglie di Stan Laurel partorì un figlio prematuro, morto nove giorni dopo e cremato. Si dice che il bimbo, in realtà frutto di una relazione extraconiugale, sia Clint, dato in adozione. Che il movente inconscio dell’ispettore Callaghan fosse stato fare fuori Stanlio e Ollio con una 44 Magnum?

5. Il mondo è governato da una razza di rettili umanoidi di cui fanno parte George W. Bush, Bill Clinton e la defunta Regina Madre. Va bene tutto ma perché anche la povera Regina Madre? Colpa dei suoi cappellini-ufo?

6. Mangiare carote fa bene alla vista. Durante la seconda guerra mondiale gli aerei tedeschi venivano prontamente intercettati da un nuovo radar inglese. Il ministro britannico diede il merito ai pasti a base di carote degli aviatori. Una battuta che molti hanno preso sul serio.

7. I bambini nati durante un volo hanno diritto a viaggiare in aereo gratis tutta la vita. Falso. Altrimenti, gli aerei diventerebbero delle sale parto. Vero, invece, che a molte donne in stato di gravidanza avanzata viene rifiutato l’imbarco.

8. Nove mesi dopo l’11 settembre 2001 il tasso di natalità a New York è aumentato. La leggenda è stata originata da una ricerca sui motivi per cui aveva ancora senso essere ottimisti dopo quanto era avvenuto. Tra le risposte ci fu diventare genitori. Ma non si registrarono picchi di natalità.

9. La Marlboro è di proprietà del Ku Klux Klan. Il logo richiama vagamente una K e il fumo uccide. Ma le analogie si fermano veramente qui.

10. Il Nobel per la matematica non esiste perché la moglie di Alfred Nobel ebbe una storia con un matematico. Nobel non si è mai sposato.

Falsa la foto iconica di Michael Jackson (o forse no)

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Giusto per ricordare che la gara a chi abbatte più rapidamente la credibilità dei giornali è un’Olimpiade internazionale e non una competizione tutta italica, segnalo questa perla pubblicata qui il 30 giugno scorso dall’inglese Daily Mail e avallata nientemeno che da Getty Images qui e anche al funerale pubblico di Michael Jackson (qui), con la firma del “fotografo” Kevin Mazur.

Notate niente di strano? Forse se guardate l’ingrandimento il difettuccio rivelatore sarà più visibile.

Fra le gambe di Jackson lo sfondo stranamente non è visibile. Eppure il Daily Mail parla di “immagini emerse da poco, scattate martedì allo Staples Center a Los Angeles” durante le prove del concerto e dice che i “ballerini si esibiscono di fronte a un enorme striscione ‘This is it”‘. Nessun accenno a fotomontaggi.

Ci sono cascati la BBC, Bild (che paradossalmente mostra nella stessa pagina un video delle medesime prove, nel quale la gigantesca scritta di sfondo non c’è), Time (con tanto di primo posto nella Photogallery), CBS News, Spiegel e Stern, giusto per fare qualche nome trovato grazie a Tineye.

Lo sbufalamento, per dirla eufemisticamente, è opera di Photoshop Disasters.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Aggiornamento del 02.08.2009

Nuovi dettagli e dubbi sulla foto

La mia ragionevole certezza del fotoritocco s’è attenuata quando ho potuto esaminare una versione ad alta risoluzione, che mostra una ringhiera nera orizzontale fra le gambe di Jackson, coerente con la ringhiera visibile appena al di fuori delle gambe stesse. Questa ringhiera sembra sfalsata e arretrata rispetto alla restante ringhiera che attraversa il retro del palco, e un suo tratto è inclinato, come se ci fosse una rampa con corrimano per salire sul palco da sotto.

Inoltre la rampa bianca al centro del palco (che è indubbiamente un oggetto fisico) ha dei riflessi che corrispondono ai colori della scritta “This is it”, e questo sarebbe un effetto non certo banale da ottenere in un fotoritocco.

Altre immagini delle prove suggeriscono che la scritta e il telaio che le sta dietro facciano parte di un’immagine su megaschermo e non siano una struttura reale. Il punto di ripresa della fotografia, tuttavia, coincide con quello dal quale la prospettiva forzata dell’immagine funziona.

Su PhotoshopDisasters è poi apparso un commento di una persona che si qualifica come il fotografo Kevin Mazur. Stando al commento, “la macchia nera dietro [Jackson] è semplicemente data da dei pannelli dello schermo video che erano spenti. Ho inquadrato Michael come meglio potevo per nascondere i pannelli vuoti e questo è quello che si vede tra le sue gambe”. Ma questo non spiega perché la “I” di “IS” non ha la parte posteriore dorata e metallizzata che hanno tutte le altre lettere. Infine, tracciando le linee di prospettiva la curva inferiore della S dovrebbe essere almeno leggermente visibile fra le gambe del cantante recentemente scomparso.

“Knowing”, promuovere un film aprendo un blog

La Eagle Pictures ha avuto un’idea interessante e inconsueta per promuovere il suo film Knowing – Segnali dal futuro: visto che la pellicola con Nicolas Cage parla di un misterioso codice che preannuncia i disastri con precisione letteralmente matematica, ha creato un blog nel quale ha invitato un po’ di gente che ha a che fare con misteri, catastrofi e presunti presagi e complotti.

Si spazia dall’Area 51 alla presunta morte di Paul McCartney negli anni Sessanta alle teorie sulla falsificazione degli sbarchi sulla Luna e si tocca anche l’11 settembre. Su quest’ultimo argomento è stato chiamato a parlare Giulietto Chiesa, il cui intervento è stato pubblicato in tre puntate (una, due e tre).

Segnalo in particolare la nuova perla complottista di Chiesa: l’aereo al Pentagono c’era, dice adesso. Ma come? Ha sempre detto che non c’era. Aspettate a festeggiare quest’apparente rinsavimento, perché la sua nuova teoria è che ci fosse “un missile che si trovava nascosto nella punta dell’aereo e che era stato preparato per tempo. Quindi l’aereo c’era, perché se vuoi fare una cosa la devi fare in modo intelligente [sic], ma era senza passeggeri e aveva al suo interno, magari nella fusoliera, un missile che nello spazio di poche frazioni di millesimo di secondo ha sparato apposta.”

Giuro, scrive proprio così qui. E ci sono altre perle che vi lascio il dubbio piacere di scoprire, per toccare con mano quanto il cospirazionismo undicisettembrino sia già arrivato alla frutta e l’abbia saltata con gesto atletico tuffandosi direttamente nell’ammazzacaffè. Con conseguenti deliri di chiara ispirazione etilica.

Ora tocca ai debunker fare le pulci alle teorie cospirazioniste, e sono stato invitato a rispondere alcune domande sul tema dell’11/9 e indirettamente ribattere con i fatti e i dati alle fantasie da film di James Bond presentate da Giulietto Chiesa. Se la cosa v’interessa, la prima puntata è qui e i commenti sul blog di Segnali dal futuro sono aperti a chiunque.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Scivoli giganti e laptop presi al volo

Si sono chiesti in molti se sia vero o un trucco il popolarissimo video dell’uomo, tale Bruno Kammerl, che allestisce un enorme scivolo d’acqua lungo una collina e lo usa come trampolino per un salto spettacolare che lo porta a centrare miracolosamente una minuscola piscina gonfiabile.

La spiegazione è emersa dopo pochi giorni di presenza su Internet. Il video fa infatti riferimento al sito Megawoosh.com, che a sua volta porta al sito Mach-es-machbar.de, che contiene pubblicità per Microsoft Office Project 2007 in tedesco. E’, in altre parole, un esempio riuscito di marketing virale, realizzato dalla filiale tedesca di Microsoft, come spiegato nella pagina che descrive il “making of” del video. La trovata è valsa quasi due milioni e mezzo di spettatori dello spot occulto.

Il marketing virale funziona, e così ci prova anche il produttore di laptop MSI, che ha fatto anche di più: un video in cui degli atleti giocano a prendere al volo un computer portatile ultrasottile. Fin qui non ci sarebbe nulla di insolito: solo che nel video la presa viene effettuata usando le chiappe, fasciate da una tutina sportiva che lascia poco all’immaginazione.

Ovviamente ci sono di mezzo giochi di montaggio e un po’ di effetti speciali digitali, ma l’effetto desiderato è raggiunto: far parlare di sé e del proprio prodotto. A qualunque costo. E’ proprio il caso di dire che l’utente viene simpaticamente gabbato e si rende conto di aver visto uno spot soltanto… a posteriori.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Autovelox controllati dalla Stradale? Leggete il Codice, non i giornali

Un articolo di Maurizio Caprino

L’altro giorno, nella foga di scrivere subito un commento sulla direttiva ministeriale sui controlli di velocità mentre ero ancora alle prese col trasloco del mio ufficio (un esodo biblico, date le dimensioni del mio archivio), mi è sfuggita un’altra bufala importante presa dai miei colleghi: non è affatto vero che il coordinamento delle attività sia passato alla Polizia stradale.

O, meglio, la Stradale continua a essere una sorta di “prima inter pares”, perché è lo stesso articolo 12 del Codice della strada che ne riconosce la specializzazione, tanto che il ministero dell’Interno espleta il potere di coordinamento delle attività delle forze dell’ordine sulla circolazione stradale (potere conferitogli dall’articolo 11 del Codice) attraverso circolari che di fatto sono scritte dagli esperti della Stradale e il Comitato nazionale della viabilità (che gestisce tutte le situazioni critiche per il traffico ed è presieduto dal direttore della Stradale), oltreché attraverso l’azione locale dei prefetti (che non a caso sono citati anche dalla direttiva ministeriale dell’altro giorno).

Solo che la direttiva, come ben spiega l’amico vigile Giovanni Fontana nel commento che vi riporto di seguito, si limita a ribadire che la gestione delle apparecchiature di controllo mentre funzionano deve essere effettuata dagli organi di polizia stradale, ossia – semplificando – da tutti quei corpi di polizia nazionali e locali che possono fare multe. Sì, perché la locuzione “polizia stradale” (con la “p” minuscola) è un’attività, che può essere svolta da tutte le forze dell’ordine, alcune con limiti, secondo quanto stabilisce l’articolo 12 del Codice. Il comunicato ministeriale che annunciava la direttiva non si perdeva a spiegare queste cose per principianti e i giornalisti (che sulla materia principianti sono, almeno in larga parte, esattamente come lo sono io su tutto il resto dello scibile umano) hanno abboccato. Complimenti!

Ecco perché poi gli addetti ai lavori scrivono commenti come quello di Mariachiara nel post precedente o come questo di Giovanni Fontana sul sensazionalismo fuori luogo che ci contraddistingue, Un sensazionalismo che, contrariamente a quel che si può pensare, indica non solo la ricerca dell’audience e della copia venduta in più, ma anche ignoranza.

Ora capisco perché 15 anni fa, quando frequentavo la scuola di giornalismo, qualcuno mi diceva che il nostro compito è spiegare ciò che noi stessi non abbiamo capito. All’epoca era più una battuta. Oggi, col mondo che diventa sempre più complesso e le redazioni sempre più in balia di tagli, economie e pressioni varie, è una realtà quotidiana.

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martedì 6 ottobre 2009

2012, la fiera delle scemenze fa vittime

Forse i vari Giacobbo, Ruggeri e propinatori assortiti di catastrofi non si rendono conto di quello stanno facendo. Là fuori, a giudicare dalla posta che mi arriva, c’è gente che ha preso sul serio le loro profezie di catastrofi per il 2012 e non vuole più vivere perché l’hanno convinta che tanto finirà tutto fra tre anni. E anche altri debunker, come Phil Plait, stanno ricevendo lo stesso tipo di posta.

Per questo torno sull’argomento. Mi scrivono madri angosciate che non vogliono più mandare a scuola i figli, che tanto è tutto inutile. Mi scrivono ragazzi e ragazze, terrorizzati all’idea che la loro vita finirà nel 2012, perché l’hanno letto non solo su Internet, ma su tutti i giornali, e l’hanno sentito in TV.

Allora, lo dico chiaro e tondo: è ora di piantarla di pubblicare scemenze che annunciano catastrofi che esistono solo nella fantasia malata degli imbecilli, e chi le pubblica è un irresponsabile. Siete contenti di rovinare la vita e di far paura alle persone sensibili che non hanno i mezzi per capire che scrivete idiozie senza capo né coda? Se non lo capite da soli, volete proprio aspettare che ci scappi il morto?

E’ semplicemente vergognoso che una casa editrice come la ERI, che gode dell’immagine di autorevolezza di mamma Rai, pubblichi una collezione di castronerie catastrofiste come il libro 2012: Fine del mondo? di Roberto Giacobbo. L’ho sfogliato in un autogrill per verificare le segnalazioni dei lettori del Disinformatico. Ebbene sì, non ci volevo credere, ma è proprio vero che contiene perle come questa:

Di fatto, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell’atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa un numero sempre crescente di particelle di luce dette “fotoni”.

Giuro. Dice proprio così. Pagina 127. Per chi si fosse dimenticata la fisica elementare studiata a scuola, i fotoni sono quelli che permettono ai nostri occhi di vedere. Sono, per semplificare, luce. Quindi i fotoni ci sono da sempre, mica sono arrivati improvvisamente in massa negli anni Sessanta. Non è che prima degli anni Sessanta andassimo tutti in giro a tentoni, giusto? Né siamo diventati improvvisamente tutti ciechi perché adesso c’è più luce di prima, giusto?

Ecco, questo è il livello di scempiaggini che scrive Giacobbo. E ha pure il pelo sullo stomaco di intitolare la sezione del suo libro “La Cintura Fotonica”. Che sembra un’arma che Goldrake si rifiutava d’indossare perché si vergognava. No, mamma, tutto ma non la cintura fotonica. Le bretelle spaziali sì, vanno di moda, ma la cintura fotonica non si usa più.

C’è di più. Nella stessa pagina, Giacobbo scrive che

“Alexei Dmitriev… sostiene che questa densa luce che la caratterizza [sta parlando della Cintura Fotonica, che va scritto con le Maiuscole per darsi più Importanza] provenga dal buco nero al centro della galassia.”

Se è un buco nero, che per definizione è un corpo celeste che assorbe la luce, Giacobbo sarebbe così gentile da spiegarci perché dovrebbe emetterla?

E il libro sciorina sintomi di catastrofi imminenti come se fossero fatti assodati:

“… il moto di rotazione della Terra sta rallentando, il suo campo magnetico si sta indebolendo, lo strato di ozono si sta assottigliando, i fenomeni sismici si stanno incrementando, moltissimi sono gli squilibri climatici, le tempeste solari potrebbero raggiungere un picco massimo nel 2012, tutto il sistema solare si sta surriscaldando.”

Giacobbo indica forse qualche articolo di astrofisica, qualche statistica sismica, qualche dato meteorologico come fonte per tutte queste cose? Noooo. A cosa servono gli scienziati, inutili perditempo e guastafeste? E’ così bello mettere paura alla gente con i paroloni del signor Dmitriev (che pare sia un geofisico, che con l’astrofisica c’entra come Woody Allen con il culturismo). E vendere centomila copie speculando su queste paure. A cosa gli serviranno, tutti quei soldi delle vendite, se il mondo finirà fra tre anni, è meglio non chiederglielo.

Sì, centomila copie. Così perlomeno dichiara l’altra fonte di perle catastrofiste che vorrei segnalarvi, ed è una vicina anche geograficamente al Maniero Digitale: il Corriere del Ticino. Giornale molto seguito nel Canton Ticino, che ieri ha pubblicato un articolo sul 2012 che parla seriamente della catastrofe in arrivo:

“Uno scherzo? Beh, da prendere con le pinze visto che con grande anticipo i Maya avevano previsto molti eventi che poi in si [sic] sono incredibilmente avverati, come l’eclissi solare del 1969, con un errore di soli trenta secondi! Essi avevano grandi conoscenze astronomiche e il 21 12 2012 ci sarà un allineamento del Sole al centro della Via Lattea…”

Gli astronomi mi perdonino se a tradimento ho scatenato in loro risate incontrollabili con questa scemenza di dimensioni (è il caso di dirlo) galattiche. Se i Maya avevano grandi conoscenze astronomiche, di certo l’articolista del Corriere del Ticino, Davide Rota, non le ha avute in eredità. Perché parlare di “allineamento del Sole al centro della Via Lattea” è come dire “allineamento dei capezzoli di Cristina del Basso con la nebbia in Val Padana”: si rimane impressionati all’idea, ma quando si va a toccare con mano si scopre che è tutto finto.

Prosegue poi il CdT: “La NASA ha dichiarato che a partire dal 2012 inizieranno tempeste solari magnetiche che potrebbero provocare incontrollabili black-out sulla Terra”. Adorabili, questi catastrofisti: citano la NASA come autorità, ma quando la NASA li avvisa che stanno dicendo stupidaggini (infatti l’ente prevede che il picco di attività solare sarà a maggio 2013, non nel 2012), allora non è più autorevole ed è meglio fidarsi dei Maya.

A proposito di Maya: è qui che il giornale infila una delle perle più belle. D’accordo, sta citando una leggenda, secondo la quale i Maya erano “un popolo ’stellare’ trasferitosi sulla Terra per diffondere le proprie conoscenze superiori”. Ma dice che “Secondo tale teoria essi avevano già deciso di lasciare il nostro pianeta poco prima della dominazione spagnola, in quanto ormai consci del proprio imminente declino sulla Terra. Ma i Maya purtroppo non previdero che gli ‘dei bianchi’ li avrebbero sterminati”.

Soltanto che basta un giretto su Wikipedia, o su un qualunque testo di storia, per sapere che la civiltà Maya andò in pezzi intorno al 900 dopo Cristo. Seicento anni prima dell’arrivo degli spagnoli. Altro che “conoscenze superiori” e partenze spaziali: poco prima della dominazione spagnola, i Maya andavano in giro con le pezze al perizoma.

Potrei andare avanti, con la storiella della rotazione terrestre che dovrebbe arrivare “allo stop totale previsto per il 21 12 2012″ e poi “dopo una sosta di 72 ore” ricominciare “in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici”. Ma mi fermo qui. Lo so, il giornale e Giacobbo stanno bene attenti a pararsi le spalle dicendo che si tratta di teorie, di leggende, di miti; ma allora, se sono tutte fantasie, che senso ha pubblicarle, propagandarle e riempirvi pagine su pagine? E soprattutto farlo senza contrapporvi i fatti scientifici assodati e indiscussi che spiegano come stanno realmente le cose?

Questo è il livello di superficialità e di incompetenza dei profeti di sventura del 2012. Per tutti quelli che mi hanno scritto angosciati perché convinti che il mondo finirà presto da questi maestri del menar gramo (e dai loro editori che non li fermano), dico solo questo: nessuna, ma proprio nessuna delle teorie di catastrofe intorno al 2012 ha il minimo fondamento non solo nella scienza, ma nella realtà, e i brani che ho citato dimostrano che chi va annunciando disastri non sa quello che dice. Ma sa benissimo come si incassa sulle paure altrui.

A proposito di incassi, ditemi voi se questo non è uno spot disonesto:

E’ uno dei tanti, forse il più ingannevole, preparato per il film 2012 di Roland Emmerich. Sia ben chiaro, mi diverto anch’io con i kolossal di effetti speciali, ma quando qualcuno gioca con le paure della gente e spaccia la fantasia per realtà, senza dare chiare indicazioni che si tratta di uno spot di un film, e addirittura crea siti dettagliatissimi e iperrealistici come quello del succitato Institute for Human Continuity, secondo me sta giocando sporco.

Chiudo con un’avvertenza: non mi metterò a discutere delle presunte “prove” della catastrofe imminente e dei presunti complotti dei potenti del mondo per mettersi in salvo. L’ho già fatto tempo fa in dettaglio e la mia scommessa di allora vale ancora: se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più. Finora, stranamente, non ha accettato nessuno.

Antibufala: l’alieno baby catturato

Ne hanno parlato giornali (La Stampa) e TV (Mediaset; Tgcom): Tiscali Notizie, per esempio, dice che nel 2007 fu catturato e ucciso da un gruppo di contadini messicani un piccolo essere che i contadini tentarono di soffocare “per ben tre volte, riuscendoci solo dopo averlo tenuto per molte ore sott’acqua”. Perché ai contadini messicani l’idea di una roncolata risolutiva non viene in mente. No, meglio stare lì molte ore a tenere la bestiaccia sott’acqua. E cos’era, il figlio scemo di Alien?

C’è pure il video e una serie di conferme: “per gli esperti dell’università locale il corpo non appartiene ad una specie terrestre”. Anzi, “il piccolo corpo non apparterrebbe a nessuna specie vivente conosciuta. Presenta alcune caratteristiche morfologiche umane ma anche di rettile, come ad esempio la dentatura senza radici, oltre ad un certo grado di sviluppo cerebrale. Gli studi dell’università assicurano che non si tratta di un falso né di una montatura, ma di un fatto fino ad ora inesplicabile.”

Allora, facciamo il punto. Gli esperti dell’università locale (di non si sa dove, il Messico è grande) si trovano fra le mani il più importante ritrovamento della storia della biologia, e che fanno? Pubblicano una serie di articoli su riviste scientifiche? Si mettono in lizza per il Nobel per la biologia? Noooo. Restano anonimi e non pubblicano niente. E chi è il loro garante? Un ufologo messicano, tale Jaime Maussan. “Sono certo siano autentiche”, dice. Allora siamo a posto. Se lo dice una persona che non ha alcun interesse nella vicenda, c’è da fidarsi.

Come se non bastasse questa sequenza di assurdità, che i giornalisti hanno pubblicato senza alcun accenno a dubbi o critiche, arriva anche la mamma aliena vendicativa. “Marao Lopez, uno dei contadini che individuò e uccise lo strano essere, è morto. Il suo corpo, completamente carbonizzato, è stato ritrovato all’interno della propria auto al bordo di una strada. Il suo mezzo, stando a quanto appurato dagli esperti, non sarebbe rimasto coinvolto in un incidente ma avrebbe preso fuoco per cause ignote, raggiungendo temperature definite “anomale”.” Perché non basta far fuori l’ammazza-ET e bruciarlo: bisogna bruciarlo a temperature anomale, così impara e l’avvertimento è chiaro per tutti.

Di verifiche o riscontri, manco a parlarne. Ma ci pensano i lettori del Disinformatico, in particolare Domenico (che ringrazio), a segnalare l’indagine del sito antibufala Forgetomori, che spiega la squallida verità: si tratta di una scimmietta scuoiata.

L’origine della notizia è il sito di Joshua Warren, ufologo e paranormalista, che poi ha ritirato la notizia (la trovate archiviata qui) “perché gli scienziati coinvolti non volevano che l’attenzione influenzasse la percezione dei loro risultati”. Eh sì, perché un test del DNA è timido e tanta attenzione mediatica potrebbe cambiarne l’esito. E chi è Jaime Maussan? Un noto contastorie a sfondo ufologico, che scredita l’ufologia seria (sì, nonostante tutto esiste un’ufologia seria).

L’identificazione dell’alieno come una malcapitata scimmietta è attribuita al biologo portoghese Bruno Galrido, autore del blog specialistico Macacologia. Andando a ripescare l’annuncio originale del ritrovamento dell’”alieno”, salta fuori che la creatura sarebbe stata spedita al dottor Jose Antonio Lorente, dell’Università di Granada. Che però, interpellato, dice di non aver ricevuto nulla, e che comunque essendo un esperto di DNA umano non potrebbe fare analisi di nessun genere sulla bestiolina. Naturalmente siete liberi di pensare che il dottor Lorente faccia parte del Grande Complotto per nascondere l’esistenza dei bebè alieni così scemi da farsi beccare da una tagliola. Siamo, insomma, alle solite: quando si va a controllare, i fenomeni straordinari svaniscono.

Pazienza se di queste cose parlano i siti ufologici; di qualcosa devono pur parlare, e chi li visita può sospettare che magari le notizie non siano verificate con rigore da Pulitzer. Ma che queste sciocchezze approdino acriticamente sui media di massa di cui la gente tutto sommato si fida, e che lì vengano propinate come se fossero certezze assolute, è l’ennesimo atto di incoscienza e di giornalismo spazzatura.

Dateci qualche bellona o bellone in più, se proprio non sapete cosa scrivere. Lo so che le modelle di oggi sono un po’ ossute, ma è sempre meglio che vedersi lo scheletrino di una povera scimmietta il cui unico torto è stato quello di finire in mano a “ufologi” senza scrupoli.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Strana richiesta di “beneficenza Tiscali”

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

ENGLISH ABSTRACT: An e-mail appeal for money to help a cancer-stricken Italian child named Sabrina is probably a scam. The picture of “Sabrina” actually belongs to an English cancer patient and there are other signs of something fishy going on.

Mi sono arrivate numerosissime segnalazioni di lettori che hanno ricevuto, nell’arco della giornata di ieri (9 settembre), una mail che ha più o meno l’aspetto mostrato qui sotto e che dice di essere una beneficenza in favore di una bambina, Sabrina, malata di cancro.

Allo stato attuale delle indagini, questo messaggio sembra essere una truffa. Suggerisco quindi di evitare, per ora, qualsiasi risposta o donazione in risposta all’appello.

Il messaggio, intitolato “Potresti salvare una vita.. Leggi!”, ha sempre come mittente “Beneficenza Tiscali “ e contiene questo testo:

UN SOLO MINUTO DELLA VOSTRA ATTENZIONE POTRA’ SALVARE LA VITA ALLA NOSTRA BAMBINA

Sabrina, di 8 anni è malata di cancro alle ovaie.Malattia rara a questa età ma che potrebbe costarle la vita.Eviteremo di sprecare parole, le immagini parlano da sole.Chiediamo, a chi ha cuore e, naturalmente, possibilità un piccolo contributo per poter far fronte alle spese di un intervento in Francia dal costo complessivo esorbitante.

Pensate per attimo se fosse vostra figlia e la conseguente disperazione di Voi genitori.Noi siamo altrettanto disperati.Vi preghiamo per una buona azione al fine di permetterci di salvare nostra figlia da una morte certa.Il destino saprà ricambiare il vostro buon cuore.

Nel caso vogliate e possiate aiutarci, troverete in fondo a questa pagina le coordinate bancarie per poter eseguire un accredito.Non è importante la cifra, l’unione di tanti di voi potrebbe regalare a nostra figlia una nuova vita.

Coordinate Bancarie
Codice IBAN: IT 65 K 03002 32974 023266003755

Intestatari: Andrea Citro e Angela Sicignano

Banca: Banca di Roma

Grazie per la vostra attenzione

Gli indizi a favore della tesi che si tratti di uno spam, forse mirato a raggranellare soldi da chi si fida, sono molteplici:

  • il destinatario apparente del messaggio è identico al mittente, cosa decisamente anomala;
  • il mittente non c’entra nulla con Tiscali o con un ente di beneficenza;
  • la foto di “Sabrina” è identica a quella di Sophie Fry, bambina inglese realmente malata di cancro alle ovaie, secondo quanto riportato da Pianeta Mamma e dal Mirror inglese (grazie a dimarr77 per la segnalazione);
  • il messaggio è stato diffuso in poco tempo a un numero molto elevato di destinatari, tanto da essere segnalato come spam da alcuni provider;
  • non sembra esserci un sito Web di riferimento che possa dare aggiornamenti e informazioni sul caso, come si fa invece negli appelli reali;
  • il messaggio linka un logo “Tiscali beneficenza online” e un’immagine della bambina che non risiedono su Tiscali ma su Tinypic, secondo quanto segnalato da Radiofaro Labs: l’immagine della bambina è presso http://i28.tinypic.com/2814oyt.jpg e il logo è presso http://i27.tinypic.com/2sal7hh.jpg.

La dicitura delle coordinate bancarie, mi dice chi lavora in banca, è scritta male ma se ricomposta è valida. Il codice ABI 03002 è effettivamente della Banca di Roma (Unicredit Banca di Roma), il CAB dovrebbe essere di Cologno Monzese e il check-digit del conto è giusto.

Esiste davvero un Vinicio Ballini che ha un account di posta su Fastwebnet. Presumo non sarà contento di essere coinvolto. Finora non sono riuscito a contattarlo.

domenica 4 ottobre 2009

Treni supersonici in Belgio, secondo il Corriere

Il Corriere online ci regala un altro mirabile esempio di analfabetismo numerico o discalcolia:

E’ nata a 3.000 chilometri all’ora, mentre la madre stava viaggiando a bordo del Tgv, il treno a alta velocita’ francese, tra Parigi e Bruxelles. La partoriente e’ stata aiutata da ben due medici e due infermiere che sono accorse all’appello del capotreno.

Tremila chilometri l’ora? Un treno che supera il muro del suono e batte in velocità anche il Concorde? Nessuno si chiede se per caso la cosa abbia senso?

Suvvia, direte voi, è scappato uno zero. L’articolista non è così tonto da non sapere che un treno non può correre a 3000 km/h, neanche se è un TGV. Ma invece no. Ha scritto anche il punto per separare le migliaia. Intendeva proprio scrivere “3.000″.



Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Antibufala Classic: deodoranti cancerogeni

pubblico qui un’indagine antibufala che risale al 2004 ma è tornata d’attualità perché l’appello di cui si occupa ha ripreso a circolare in questi giorni. L’originale era pubblicato qui su Attivissimo.net.

Questo messaggio ha preso a circolare in Internet, con alcune varianti, ad aprile 2004. Le evidenziazioni sono mie (Nota di Pao: Dell’autore Paolo Attivissimo); l’ortografia e la punteggiatura incerta no.

Si tratta della spiegazione di una delle origini del cancro al seno.

E’ una specialista in biologia cellulare che l’ha scritto sig.ra Gabriela Casanova Larrosa Dell’Universita’ dell’Uruguay: non è passato molto tempo da quando ho Assistito a un seminario sul cancro al seno. Durante periodo di “domande e risposte” Ho domandato perchè l’ascella è la parte più incline a sviluppare il cancro al seno.

La mia domanda non ha avuto risposta allora, ma ho appena ricevuto un pacco dove ho trovato la risposta alla mia domanda, che io voglio dividere con tutti e tutte.

La causa principale del cancro al seno è l’utilizzo di ANTITRASPIRANTI.

La maggior parte dei prodotti di marca sono una combinazione di antitraspiranti e deodoranti. I deodoranti sono inoffensivi.

Per cortesia guardate la composizione dei vostri prodotti a casa.

Se ce ne sono di quelli che contengono Chloridrato di alluminio (anche sotto il nome di deodorante) bisogna gettarli nell’immonizia e provare delle altre marche che non hanno dei composti a base di alluminio. Ce ne saranno sicuramente sul mercato.

La ragione è semplice. Il corpo umano ha solamente qualche zona soggetta a eliminare le tossine: dietro i ginocchi, dietro le orecchie, tra le pieghe delle gambe e le ascelle. Le tossine sono eliminate sotto forma di traspirazione.

Gli anti traspiranti impediscono questa traspirazione, quindi la funzione corporea di eliminazione delle tossine attraverso le ascelle.

Queste tossine non spariscono. Sono immagazzinate nei cellule linfatiche che si trovano sotto alle braccia.

La maggior parte dei tumori al seno hanno origine da questa regione superiore del seno.

Gli uomini sono meno soggetti a sviluppare questo tipo di malattia Perchè se utilizzano gli antitraspiranti questi restano sui peli delle ascelle, e Non si applicano direttamente sulla pelle.

Le donne che applicano questi prodotti subito dopo la rasatura, stanno accrescendo il rischio perchè le piccole ferite causate dalla rasatura fanno si che il prodotto chimico penetri più facilmente nel corpo.

Per cortesia informate tutte le donne e tutti gli uomini che voi conoscete

Il cancro al seno occupa al giorno d’oggi proporzioni veramente Allarmanti.

Se con questa informazione possiamo evitarne alcuni, questo non Sarà mai tempo perso.

Grazie

MSc. Gabriela Casanova Larrosa, Prof.
Assistent du Departement de Biologie Cellulaire de la Faculte de Sciences de la Republique Orientale d’Uruguay

Datazione

La prima citazione del nome “Gabriela Casanova Larrosa” in riferimento a quest’appello nei newsgroup risale, secondo Google Groups, al 25 aprile 2002, nel newsgroup es.charla.enfermedad.cancer.

Perché è una bufala

Non esiste alcuna conferma scientifica seria dell’affermazione che gli antitraspiranti causino il cancro al seno o che addirittura l’utilizzo di antitraspiranti sia “la causa principale del cancro al seno” come dice l’appello.

Una smentita molto autorevole a quest’accusa proviene dall’American Cancer Society: secondo l’ACS, “vi sono moltissimi studi epidemiologici estremamente rigorosi riguardanti i fattori di rischio del cancro al seno, pubblicati nelle riviste mediche. Non siamo al corrente di nessuno di questi studi che dimostri o anche soltanto suggerisca che l’uso di antitraspiranti sia un fattore di rischio per il tumore al seno, men che meno la sua ‘causa principale’”.

Conferme scientifiche cercansi

Per quel che mi risulta, esiste una sola pubblicazione scientifica che suggerisce un possibile legame fra deodoranti/antitraspiranti, depilazione delle ascelle e tumore al seno: è stata pubblicata a dicembre 2003 dallo European Journal of Cancer Prevention, Volume 12(6), pp. 479-485. Si intitola “An earlier age of breast cancer diagnosis related to more frequent use of antiperspirants/deodorants and underarm shaving” ed è consultabile sul sito dell’EJCP.

Si tratta di uno studio retrospettivo di Kris McGrath, un allergologo di Chicago. E’ importante notare il termine “retrospettivo”, perché fa molta differenza. Nei test normali, un gruppo di persone viene esposto alla sostanza da testare in condizioni rigorosamente controllate, di norma con un “gruppo di controllo”, ossia un altro gruppo analogo di persone che non viene esposto alla sostanza. In uno studio retrospettivo, invece, ci si basa sul ricordo delle persone, che può essere impreciso. Vi ricordate esattamente a che età avete iniziato a usare deodoranti? Avete sempre usato deodoranti contenenti alluminio cloridrato? Da che età vi depilate le ascelle?

Comunque sia, persino questa pubblicazione conclude piuttosto blandamente, affermando che “la depilazione delle ascelle, in combinazione con l’uso di antitraspiranti/deodoranti [notare l'inclusione dei deodoranti, che invece l'appello dichiara 'innocui'] potrebbe avere un ruolo nel cancro al seno. Non è chiaro quale di questi fattori sia coinvolto. La letteratura esaminata suggerisce l’assorbimento di sali di alluminio, facilitato dal danneggiamento della barriera cutanea. Sono necessarie indagini con gruppi di controllo [in cui si confrontano persone esposte alla sostanza e persone non esposte] prima di consigliare abitudini igieniche alternative per l’ascella.

Lo studio di McGrath è discusso anche in un’intervista per la NBC. Per contro, nel 2003 è stato pubblicato nel Journal of the National Cancer Institute uno studio un po’ più rigoroso, che mi risulta sia il primo mirato specificamente a confermare o smentire questo supposto legame fra antitraspiranti e deodoranti, e cancro al seno. Si intitola Antiperspirant Use and the Risk of Breast Cancer, di Dana K. Mirick, Scott Davis e David B. Thomas, ed è liberamente consultabile sul sito del JNCI. Lo studio non ha trovato indicazioni di questo legame né con i deodoranti, né con gli antitraspiranti.

Per farla breve: prove scientifiche rigorose, per ora, non ce ne sono. Per ora c’è soltanto un’ipotesi assai controversa, supportata da un’unica pubblicazione scientifica basata su tecniche abbastanza imprecise. Nel frattempo, naturalmente, se per prudenza volete astenervi dall’usare deodoranti e antitraspiranti, fate pure, ma attenzione ai danni collaterali che potreste causare se non vi tenete sottovento.

Altre inesattezze dell’appello

L’American Cancer Society demolisce anche altri aspetti dell’appello.

  • Il messaggio afferma che “Il corpo umano ha solamente qualche zona soggetta a eliminare le tossine: dietro i ginocchi, dietro le orecchie, tra le pieghe delle gambe e le ascelle. Le tossine sono eliminate sotto forma di traspirazione. Gli antitraspiranti impediscono questa traspirazione, quindi la funzione corporea di eliminazione delle tossine attraverso le ascelle. Queste tossine non spariscono. Sono immagazzinate nei cellule linfatiche che si trovano sotto alle braccia.” In realtà è vero che i linfonodi rimuovono alcune tossine dall’organismo, ma non le rilasciano tramite la sudorazione.
  • Il messaggio afferma che “La maggior parte dei tumori al seno hanno origine da questa regione superiore del seno”. Secondo l’ACS, è vero che circa la metà – non la maggior parte – dei tumori al seno si localizza nel quadrante superiore esterno, ma non perché lì si trovano i linfonodi: semplicemente perché è la zona in cui si trova la maggior parte del tessuto del seno. I quadranti in cui i medici suddividono il seno non sono uguali fra loro come quantità di tessuto.
  • Il messaggio afferma che “Gli uomini sono meno soggetti a sviluppare questo tipo di malattia Perchè se utilizzano gli antitraspiranti questi restano sui peli delle ascelle, e Non si applicano direttamente sulla pelle”. In realtà, gli uomini sono circa 100 volte meno soggetti al tumore al seno, rispetto alle donne, per la semplice ragione che hanno circa 100 volte meno tessuto mammellare.

Il “chloridrato di alluminio”

La sostanza chiamata erroneamente “chloridrato di alluminio” nell’appello è in realtà l’alluminio cloridrato. La storpiatura è dovuta probabilmente alla scarsa competenza linguistica e chimica di chi ha tradotto in italiano l’appello. La versione italiana infatti non è l’unica: ce ne sono in moltissime lingue, compreso l’inglese, lingua in cui la sostanza è chiamata “aluminum chlorohydrate” (nella preponderante grafia statunitense; in quella inglese britannica è “aluminium chlorohydrate”).

La versione inglese di quest’appello è disponibile presso Snopes.com: quella francese è presso Hoaxbuster.com. Un campione della variante spagnola è qui.

L’alluminio cloridrato è una sostanza chimica che ha proprietà antitraspiranti ed è effettivamente presente in molti prodotti per l’igiene personale.

Sotto forma di farmaco di libera vendita, la FDA (Food and Drug Administration), ente statunitense che si occupa di verificare la sicurezza di ogni sostanza, la classifica come sicura per l’uso normale. Questo non significa che è assolutamente innocua (non esistono sostanze assolutamente innocue, come ben sa chi prova a ingerire un etto di peperoncino): significa soltanto che alle dosi in cui è presente nei prodotti in commercio, e applicato sulla pelle, non produce danni rilevabili (e quindi non induce il cancro). Se uno se la spara in bocca o ci fa un bel pediluvio, ovviamente, potrebbe esserci qualche danno, ma queste sciagurate ipotesi non sono coperte dai test per ovvia carenza di volontari. I test condotti dall’FDA sono documentati per esempio qui.

Sull’alluminio cloridrato girano storie di tutti i tipi: c’è chi lo accusa di provocare il cancro al seno, come in quest’appello, e chi dice che produce la perdita di memoria o il morbo di Alzheimer. Nessuna di queste affermazioni ha basi scientifiche, ed è importante notare che chi le fa è spesso promotore di prodotti “ecologici” alternativi che guarda caso si vantano di non contenere alluminio cloridrato, per cui non è necessariamente disinteressato.

Va detto che l’alluminio cloridrato contiene (è abbastanza ovvio) alluminio, e ci sono indicazioni scientifiche secondo le quali l’alluminio, come molti altri elementi, è neurotossico se assimilato in grandi quantità. Tuttavia l’esposizione all’alluminio presente naturalmente nei cibi e nell’acqua potabile è di gran lunga superiore a quella che si potrebbe avere dall’uso normale di antitraspiranti, per cui il rischio è proporzionalmente più basso.

In altre parole, se avete paura di prendere il cancro da un antitraspirante, dovreste anche aver paura di avvolgere i cibi nella stagnola (che nonostante il nome è fatta di alluminio).

L’appello sembra suggerire che il pericolo sia costituito dall’alluminio cloridrato, ma in realtà ne “spiega” l’azione in modo contraddittorio. Dice che gli antitraspiranti, impedendo la traspirazione, trattengono le tossine nell’organismo, e queste tossine inducono il cancro. Ma se è vero questo meccanismo, allora qualsiasi prodotto che blocca la traspirazione dovrebbe essere pericoloso, anche se non contiene alluminio cloridrato.

Giusto per scrupolo, ricordo che fra “deodorante” e “antitraspirante” c’è una differenza notevole: l’antitraspirante blocca la sudorazione, il deodorante no.

Come capita spesso negli appelli-bufala, il messaggio è semplificato e in bianco e nero: dice che “i deodoranti sono inoffensivi”, ma non tiene conto del fatto che molte persone sono allergiche ad un particolare tipo di sostanza presente in molti antitraspiranti e deodoranti: il profumo. Applicare un prodotto contenente profumo, specialmente sulla pelle già irritata da una depilazione, può causare reazioni cutanee tutt’altro che trascurabili. Non si può quindi essere faciloni e categorici e affermare che i deodoranti sono inoffensivi.

Ma chi è Gabriela Casanova Larrosa?

Che dire del presunto “garante” di questo messaggio, “Gabriela Casanova Larrosa, Prof. Assistent du Departement de Biologie Cellulaire de la Faculte de Sciences de la Republique Orientale d’Uruguay”?

Effettivamente esiste una persona con questo nome nell’elenco dei docenti della facoltà di scienze di Montevideo. I suoi dati ufficiali sono questi: “Casanova Larrosa, Gabriela: Lic CBiol (FHC UR 1985) y Técn Anatomía Patológica (FMed UR 1986) y Ms CBiol Neurociencias (PEDECIBA-FC UR 1998). Ayudante (1985-91) y Asistente (1991-) de Biología Celular. casanova@fcien.edu.uy.

Le ho scritto il 30/4/2004, chiedendo chiarimenti e ho ricevuto una sua risposta il 5/5/2004, in cui smentisce di essere mittente o garante dell’appello:

Dear Paolo: I´m not the source of the mail concerning breast cancer and anti-perspirants. It is a falsehood. The scientific arguements are very doubtfull and the e-mail not contain any scientifc evidence. I dont know if you understand spanish. I´m sending to you the denial. Thank you very much for your time. Kind regards

Gaby

[Traduzione: "Caro Paolo, non sono io la fonte del messaggio riguardante il tumore al seno e gli antitraspiranti. E' una menzogna. Le argomentazioni scientifiche sono molto incerte e l'e-mail non contiene prove scientifiche. Non so se capisci lo spagnolo. Ti mando la smentita. Grazie per il tempo che mi hai dedicato. Cordiali saluti, Gaby."]

Desmentido:

Estimada gente: El mail de los antitranspirantes no lo escribí ni lo respaldo.

Simplemente estoy siendo víctima de un “Spam” o algo así. Eso me explicó la gente que trabaja en informática de la Facultad de Ciencias: alguien toma tu autofirma (sin tu permiso) y la agrega al pié del rumor que quiere difundir para hacerlo mas “creíble”. Luego se divierten observando con que rapidez se difunde.

Como el tema además es muy delicado y la mayoría de la gente me ha escrito y llamado preocupada, me contacté con las personas que sé que trabajan en el tema y que participaron del último congreso internacional de mama. Ellos me informaron que ese tema no había sido tratado en ninguno de los simposios de los que participaron.

Por eso les pido que por favor no lo vayan a difundir y menos con mi nombre al pié. No solo mi reputación está en juego sino también la de la institución para la cual trabajo. De ser posible les pediría además que envíen este desmentido a quien les hizo llegar el mensaje.

Por último les ruego lo lean con atención, verán que fué escrito por un hombre y está firmado por una mujer (sin autorización de la misma): “…A los hombres parece ocurrirles en menor proporción, pero no estamos exentos de desarrollar cáncer de mama por causa de los antitranspirantes. …”

Ha sido un gusto comunicarme con Uds. y desde ya quedo a las órdenes para lo que pueda servir.

Gaby.

MSc. Gabriela Casanova Larrosa

Asistente Secc. Biología Celular

E’ stato un piacere comunicare con Voi e fin da subito mi rendo disponibile per qualsiasi cosa possa essere utile.”]

Le parole della Casanova Larrosa indicano che l’appello ha subito alcune mutazioni, come capita spesso, e che in origine conteneva un riferimento a un autore maschile (”noterete che è stato scritto da un uomo ma è firmato da una donna”).

[Traduzione: "Smentita: Egregi signori, la mail degli antitraspiranti non l'ho scritta io e non la confermo. Sono semplicemente vittima di un episodio di "spamming" o qualcosa di simile. Me l'ha spiegato la gente della facoltà di scienze che lavora in informatica: qualcuno prende la tua "autofirma" (senza il tuo permesso) e la aggiunge in fondo alla diceria che vuole diffondere per renderla più 'credibile'. Poi si diverte a vedere con che velocità si diffonde.

Dato che l'argomento è per di più molto delicato e la maggioranza della gente mi ha scritto e chiamato preoccupata, ho contattato le persone che so che lavorano nel campo e che hanno partecipato al più recente congresso internazionale dedicato al seno. Essi mi hanno confermato che questo argomento non è stato trattato in nessuno dei convegni a cui hanno partecipato. Per questa ragione vi prego di non diffondere la mail, soprattutto quella recante il mio nome. Non è soltanto la mia reputazione ad essere a repentaglio, ma anche quella dell'organizzazione per la quale lavoro. Se vi è possibile vi chiederei anche di inviare questa smentita a chi vi ha fatto pervenire il messaggio. Infine vi prego di leggerlo con attenzione, noterete che è stato scritto da un uomo ma è firmato da una donna (senza l'autorizzazione di quest'ultima): "…Sembra che accada meno frequentemente agli uomini, ma non siamo esclusi dallo sviluppare un cancro alla mammella per colpa degli antitraspiranti."

E' stato un piacere comunicare con Voi e fin da subito mi rendo disponibile per qualsiasi cosa possa essere utile."]

Le parole della Casanova Larrosa indicano che l’appello ha subito alcune mutazioni, come capita spesso, e che in origine conteneva un riferimento a un autore maschile (”noterete che è stato scritto da un uomo ma è firmato da una donna”).


Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

2012, niente fine del mondo, garantisce Giacobbo

Nota di Pao: Il divertente è che nei promo della trasmissione sparavaqno un 2012 sullo schermo, con il lugubre avvertimento 2012, il tempo sta finendo. Ironia a parte, che questo eprsonaggio faccia trasmissioni di così basso livello su un canale pubblico, quindi con i nostri soldi, è ben più vergognoso.

°°°
Colpo di scena. Nei primi minuti della puntata di stasera di Voyager, il conduttore Roberto Giacobbo ha garantito personalmente che non ci saranno catastrofi nel 2012. Ma che sorpresa.

Quindi tutte le menate che ci ha fatto in questi mesi, tutte le paure che ha seminato nella testa dei tanti ingenui che si sono fidati di mamma Rai che gli regalava autorevolezza, sono state un’accozzaglia di scemenze. Però lo dice adesso, dopo che ha venduto centomila copie del suo libro.
Bravo. Ha fatto bene. Ha spennato senza pietà i polli che l’hanno seguito, e gli auguro di continuare a farlo. Perché a questo punto Voyager, Mistero, libri e DVD annessi e connessi si rivelano per quello che sono: una doverosa tassa sulla coglionaggine.
Chi ci ha creduto è stato fregato. Che gli serva di lezione.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Una nuova truffa: il poliziotto corrotto e pentito

Nota di Pao: Una nuova truffa o, meglio, il solito schema che mischia problemi di salute (o lutti) e soldi a vagonate, soldi facili, che casualmente sono sempre depositati in Africa.

Divertente il fatto che addiruttura il soggetto in questione ci dica persino che era un funzionario di polizia corrotto, cosa questa che forse, nelle sue intenzioni, dovrebbe farci da garanzia? Naturalmente poi abbiamo il pentiumento, la chiesa e la beneficenza a pioggia…

Considerando che ci vogliono intortare per benino, potrebbero perlomeno cambiare schema e, magari, scrivere in un italiano migliore…vuoi che uno studio legale con tutti sti soldi da distribuire, non abbia la possibilità di tradurre meglio il testo? :-D
°°°

Il mio saluto

Io sono il signor José LOUIS, ex funzionario di polizia per l’isola Maurice. Durant mia carriera di polizia, ho dovuto fare il traffico illecito di stupefacenti e di armi. In quel momento, tutti i miei bonifici bancari sono stati effettuati nel mio conto in banca in un paese dell’Africa occidentale chiamato il Benin con l’ex Presidente della Repubblica, il generale “Mathieu Kérékou”, che in ognuno aveva il suo trasferimento parti.
Dopo la mia condizione critica a causa di cancro ai polmoni, gli fu consigliato da mio padre nella mia chiesa, dopo la confessione di un ente di beneficenza, con una gran parte di questi fondi che ho in banca Benin persone diverse in tutti i paesi il mondo che il Signore perdona i miei peccati. Così ho utilizzato la rete per contattare i fortunati che addebiterà un assegno di 80.000.00 (ottantamila euro) a cui si appartiene. A nome del Signore, creatore del cielo e della terra, il denaro servirà a regolare molto dei vostri problemi finanziari.
Sono annunciando che dovevo contattare un avvocato finanziaria Benin mi ha chiamato Agbo. Quest’ultima ha un fegato buono è stato firmato un accordo contrattuale con un moi.Je finanziaria partnership si prega di contattare questo avvocato mi ha chiamato per Agbo BENIN far valere l’assegno, perché mi sono trasferito negli Stati Uniti prima di continuare i miei sforzi, mandargli un nome email.Au di Dio, il Creatore del cielo e della terra, vi prego di accettare questo dono Vi offro dal mio cuore, perché mi è stato consigliato dal sacerdote della Chiesa “cattolica” da Port-Louis.
Me Agbo.
Indirizzo: BP 03 Cotonou BENIN 00.229
Mail: etudemaitreagbofrancois@xxxxxx

Molto sinceramente il signor José Luis
la ringrazio per tenermi in esecuzione

In aereo come in metro

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Nota di Pao: Di fatto si tratta di una bufala o, meglio, di un’azzeccata mossa pubblicitaria, come spiega Paolo Attivissimo sul suo Blog. Vedi sotto.

La storia che sta circolando a proposito degli sgabelli al posto delle poltrone sugli aerei è semplicemente l’ennesima trovata per far parlare di sé, e i giornali italiani arrivano tardi, visto che la notizia circolava già ai primi di settembre su siti come Flightglobal, che spiegano che è una stupidaggine, visto che le norme di sicurezza impongono che le poltrone siano in grado di reggere ben 16 g di accelerazione longitudinale e devono proteggere i passeggeri, mentre gli sgabelli non farebbero nulla di tutto ciò. Ma la Design Q, autrice della proposta, è riuscita a farsi pubblicità, e tutti hanno abboccato.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

°°°

Seduti come nella metrò, uno di fronte all’altro: questa l’idea bizzarra di una società inglese specializzata nel design interno degli aerei. A dire il vero ha poco a che fare con il lusso: il concetto presentato dalla “Design Q” – nota per aver disegnato le comode poltrone di prima classe dei voli Virgin Atlantic – ricorda più i grossi apparecchi militari per il trasporto delle truppe. I passeggeri siedono su degli sgabelli posti ai lati e nel corridoio. Come sull’autobus o in metropolitana gli sguardi dei viaggiatori s’incrociano . Si risparmierà, però, sul prezzo del biglietto.

Lo scopo del futuristico aereo ridotto all’osso negli interni è presto spiegato: tagliare i costi, aumentare il numero di viaggiatori – e pazienza se il viaggio risulterà scomodo e sgradevole. La soluzione si prospetta come ideale per più fanatici del low cost, per gli studenti squattrinati e per chi preferisce voli senza troppi fronzoli.

«Sedersi uno di fronte all’altro non è la situazione ideale», ammette Howard Guy, uno dei fondatori della società. A beneficiarne sarebbero però sia il vettore (che aumenta il fatturato), e i passeggeri (fino al 30 per cento in meno sul prezzo del posto). «Consideriamo l’intero concetto da un punto di vista commerciale. A diminuire non sarebbe solo lo spazio, il lusso e le voluminose poltrone ma soprattutto il prezzo del biglietto», ha sottolineato Guy.

Se l’obiettivo principale è riuscire a infilare un maggiore numero di persone sull’aereo (il 50 per cento in più) eliminando numerose file di posti a sedere a favore degli sgabelli, l’idea è quella d’impiegare il singolare arredamento soprattutto sulle tratte brevi, ovvero sui voli da 30-80 minuti. E ci sarebbero già dei potenziali vettori interessati, ha spiegato Guy.

Infatti, a qualcosa del genere aveva pensato qualche tempo fa la compagnia aerea Ryanair col suo vucanico amministratore delegato Michael O’Leary: la società irlandese è difatti in trattative con l’americana Boeing per adattare gli aerei trasformando le consuete voluminose poltrone in «seggiole verticali». Questi viaggiatori non starebbero proprio in piedi, in senso letterale, ma appoggiati quasi verticalmente a dei trespoli forniti di imbracatura di sicurezza. “Design Q” ha l’intenzione di intavolare il suo discorso anche con le compagnie aeree asiatiche.

Fonte: www.corriere.it

Sono il bersaglio di una truffa originale

Nota di Pao: Questa volta il tentativo di truffa è arrivato direttamente a Paolo Attivissimo, che qui racconta l’iter della vicenda.

°°°

Ieri ho ricevuto questa mail in cui una sedicente ditta mi proponeva di acquistare uno dei nomi di dominio di cui sono titolare:

From: “Domain Trade LLC”
Date: 22 September 2009 15:40:40 CEST
To: “paolo.attivissimo”
Subject: PAOLOATTIVISSIMO.INFO

Dear sir,
dear madam,

we have an interest to purchase your domain PAOLOATTIVISSIMO.INFO and offer between 50% and 65% of the appraised value.
We accept appraisals from companies such as

http://www.sedo.com/
http://top-name.net/
http://max-apprais.com/

If you already have an appraisal please forward it to us.

Please let us know whether you are interested. Upon review of your valuation and in case of an agreement we send payments via PayPal for amounts less than $2,000 and via Escrow.com for amounts above $2,000, as well as further instructions on how to complete the transfer of the domain name.

We appreciate your business,

Domain Trade LLC

A parte il fatto che difficilmente mollerei a sconosciuti un nome di dominio che contiene il mio nome e cognome, la cosa puzzava di truffa, anche per via dell’indirizzo del mittente: una ditta seria non manderebbe mail di lavoro da un indirizzo Gmail, e indicherebbe il proprio indirizzo postale e un numero telefonico per contattarla. Invece qui non è indicato neanche il paese in cui si troverebbe la fantomatica ditta. Truffa, quindi, ma come funziona?

Grazie alla dritta mandatami dall’amico Luigi, salta fuori che funziona così: il truffatore cita nella mail-esca alcuni siti di “domain appraisal” (valutazione del valore monetario di un nome di dominio) di cui dice di fidarsi. Alcuni sono veri e indipendenti (Sedo.com), altri sono gestiti da complici del truffatore.

Se il titolare del nome di dominio (nonché potenziale vittima) abbocca, si fa valutare il proprio nome di dominio da uno di questi siti di “domain appraisal”: un’operazione che ha un costo. Se si rivolge al sito dei complici del truffatore, manda loro i soldi per la “valutazione”, ma poi il truffatore non gli compra il dominio e intasca i soldi della vittima insieme ai propri complici. Presumibilmente, se la vittima si rivolge a un sito di valutazione che non appartiene ai complici, i truffatori restano a bocca asciutta (pazienza, ci sono tanti pesci nel mare) oppure indirizzano la vittima al sito di valutazione dei complici.

Dettagli su questa truffa sono disponibili presso DomainNameWire.com.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Curiosità e precisazioni dal Web

Avete presente Massimo Mazzucco, quello di Luogocomune che crede alle scie chimiche, alla messinscena lunare, al complottismo undicisettembrino e alla Terra cava? Vi ricordate che aveva provato a propinare l’oscenità della cura per il cancro a base di bicarbonato? Il buon MedBunker, alias WeWee, ha scoperto qualcosa di interessante sui tornaconti economici di Mazzucco in quest’ultima teoria bislacca. Caso mai qualcuno pensasse ancora che i guru delle teorie alternative sono mossi soltanto dal buon cuore e dal desiderio di illuminare le nostre inutili vite di pecore del potere.

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La storia che sta circolando a proposito degli sgabelli al posto delle poltrone sugli aerei è semplicemente l’ennesima trovata per far parlare di sé, e i giornali italiani arrivano tardi, visto che la notizia circolava già ai primi di settembre su siti come Flightglobal, che spiegano che è una stupidaggine, visto che le norme di sicurezza impongono che le poltrone siano in grado di reggere ben 16 g di accelerazione longitudinale e devono proteggere i passeggeri, mentre gli sgabelli non farebbero nulla di tutto ciò. Ma la Design Q, autrice della proposta, è riuscita a farsi pubblicità, e tutti hanno abboccato.

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A proposito di pubblicità: a nessuno suona tanto pubblicitaria e poco concreta la storia del laser anti-paparazzi sullo yacht di Abramovich? Siti specialistici come Amateur Photographer hanno fatto l’unica cosa sensata, cioè consultare un avvocato, e il risultato è che ovviamente danneggiare una fotocamera altrui è comunque reato e una tecnologia del genere potrebbe anche causare lesioni al fotografo. Sempre che esista veramente e che funzioni: comunque non ci vuole molto per sovraccaricare un ipotetico gingillo del genere appostandosi numerosi, e occorre che le vedette di bordo si accorgano di essere fotografate, cosa tutt’altro che banale. Ma si sa, un titolo come “Abramovich, raggi laser contro i curiosi” è irresistibile.

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Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

sabato 3 ottobre 2009

Cento dollari per una password di Facebook altrui

“Hack Facebook online”: un sito (http://www.hacking-facebook.com, schermata qui accanto) che sembra essere gestito da esperti informatici dell’Ucraìna e promette, in cambio di cento dollari pagabili tramite Western Union, di entrare in qualunque profilo di Facebook, leggerne il contenuto e prenderne eventualmente il controllo.

Un servizio che fa gola a tanti ficcanaso e vandali della Rete, ma che secondo la società di sicurezza Panda Security è in realtà una truffa ben congegnata.

Il sito infatti offre una dimostrazione gratuita che gli conferisce apparente credibilità: dando l’identificativo numerico di un utente di Facebook, il sito restituisce il suo nome. Ma in realtà questo è un dato che non richiede alcuna intrusione per essere acquisito. Poi il sito sembra effettuare una complicata analisi per alcuni minuti e dice di aver ottenuto la password dell’utente-bersaglio.

Ma se la vogliamo conoscere, dobbiamo pagare. E farlo tramite Western Union, che è una forma di pagamento difficilmente tracciabile e senza alcuna possibilità di restituzione: una volta mandati, i soldi sono mandati.

Nessuno contesterà se il sito non offre quanto promesso, perché rivolgersi alla polizia dicendo “Ho chiesto loro di rubare la password alla mia fidanzata e loro invece si sono tenuti i soldi” non è un buon modo di cominciare la giornata.

L’indizio rivelatore, secondo la società di sicurezza che ha indagato sul caso, è che il sito Hacking Facebook dice di essere in attività da oltre quattro anni, ma il nome di dominio è stato registrato da qualcuno che sta a Mosca solo pochi giorni fa. Al momento in cui scrivo, il sito è quasi inaccessibile e non è da escludere che traslocherà presto altrove per fare nuove vittime.
Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Il Powerpoint sull’Islam: mini-indagine

Un articolo di Paolo Attivissimo – Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Mi sono arrivate parecchie segnalazioni, a partire dalla fine di settembre scorso, di un file PowerPoint che si chiama Razzismo.pps e mostra una serie di fotografie di persone che portano cartelli con degli slogan tutt’altro che rassicuranti, scritti in inglese.

Il testo della presentazione inizia così: “Le foto che seguono sono state scattate durante la manifestazione de ‘la religione della pace’ recentemente celebrata per la comunità musulmana a Londra. Non sono state pubblicate su stampa né tv per non offendere nessuno.”

Seguono alcune immagini accompagnate dalla traduzione, sostanzialmente esatta, delle scritte riportate sui cartelli: “Ammazzate quelli che insultano l’Islam”, “Europa pagherai, la tua demolizione è iniziata”; “decapitate quelli che insultano l’Islam”. Qualche altro esempio: “Europa impara dall’11 settembre”, “Europa pagherai, il tuo 11 settembre sta arrivando”, “Preparatevi per il vero Olocausto”.

La presentazione si conclude con l’appello a far circolare queste immagini e l’esortazione a riflettere sul pericolo che rappresentano le idee espresse in quei cartelli.

Non intendo certo mettermi a disquisire sulle religioni e le ideologie e sui fanatismi d’ogni sorta che spesso scaturiscono da entrambe: sottolineo soltanto che purtroppo il monopolio sulla stupidità e sull’odio non ce l’ha nessuno. Detto questo, mi limito ai fatti, visto che l’appello contiene informazioni errate che vanno corrette: poi ognuno farà le proprie valutazioni.

Innanzi tutto non è vero che “le foto sono state scattate a Roma”, come affermano alcune delle mail nelle quali circola come allegato quest’appello (il file Powerpoint dice che invece sono state scattate a Londra, alla faccia della coerenza interna). Le immagini mostrano un’architettura decisamente poco romana, in una delle foto (quella qui accanto) c’è un poliziotto dalla divisa molto britannica, e le scritte sui cartelli sono in inglese, cosa che avrebbe poco senso in una manifestazione in Italia.

Infatti è sufficiente cercare una delle immagini in Tineye.com per scoprire la pagina di Snopes.com che spiega da dove provengono in realtà quelle fotografie: da una presentazione PowerPoint che risale al 2006 ed era scritta in inglese. Quindi le immagini non mostrano affatto una “manifestazione… recentemente celebrata”.

Si riferiscono infatti alla protesta svoltasi il 3 febbraio 2006 a Londra in seguito alla pubblicazione su un giornale danese, il Jyllends-Posten, di alcune vignette satiriche che ritraevano Maometto, cosa ritenuta blasfema secondo la religione islamica. La pubblicazione era avvenuta tempo prima, il 30 settembre 2005, ma la polemica esplose quando le vignette furono ripubblicate nel giornale cristiano norvegese Magazinet e nel sito del giornale norvegese Dagbladet.

La protesta mostrata nelle foto radunò da 300 a 700 manifestanti (le stime sono molto variabili), che marciarono, scortate dalla polizia, dalla moschea di Regent’s Park fino all’ambasciata danese a Knightsbridge. Fu documentata ampiamente dai principali media britannici (qui un video della BBC; qui una delle fotografie), per cui è falsa l’affermazione, contenuta nella presentazione, che le immagini della manifestazione “non sono state pubblicate su stampa né tv per non offendere nessuno”.

La manifestazione fu condannata dai politici britannici e anche dai rappresentanti della comunità islamica nazionale, con commenti come “quella gente rappresenta i musulmani meno di quanto il BNP [partito ultranazionalista razzista britannico] rappresenti il popolo britannico”. Quindi è ingannevole affermare che la manifestazione fu organizzata “per la comunità musulmana a Londra”. E di certo non fu tollerata dal governo: quattro degli organizzatori furono processati e condannati a pene da quattro a sei anni di carcere per istigazione all’omicidio e all’odio etnico (BBC; BBC).

Le scritte sui cartelli, dunque, non sono fotomontaggi come alcuni hanno sospettato: i lettori che hanno notato la grafia molto simile dei vari cartelli hanno ragione, perché furono preparati quasi tutti da un’unica persona, il ventiquattrenne Abdul Muhid, uno dei quattro organizzatori condannati.

Snopes precisa inoltre che una delle foto, quella mostrata qui accanto, non si riferisce alla manifestazione londinese del 2006 ma a un’altra protesta tenutasi a Luton un paio d’anni prima.

Questi sono i fatti: la presentazione che si atteggia a fonte di verità scomode si rivela essere un minestrone di informazioni fasulle. Sarò all’antica, ma combattere gli estremismi stupidi ricorrendo a bugie altrettanto stupide mi sembra un autogol notevole.

A meno che, sotto sotto, non si sia uguali a ciò che si dice di odiare.

Tsunami, sciacalli anche online

Nuova puntata di una delle forme più squallide di criminalità online. Netguide e McAfee segnalano un nuovo cavallo di Troia per Windows che specula sulle terribili notizie che arrivano dalle aree colpite dal terremoto nell’isola indonesiana di Sumatra e dallo tsunami che ha devastato le isole Samoa.

Chi cerca tramite Google informazioni su questi disastri rischia di imbattersi in siti nei quali compaiono finestre pop-up che avvisano l’utente che il suo computer è infetto. Se l’utente abbocca alla trappola, viene invitato a scaricare e installare Windows PC Defender, che sembra un antivirus ma è in realtà un falso programma che fa comparire avvisi d’infezione e dice che solo la versione a pagamento di Windows PC Defender può eliminare l’infezione.

Anche quest’ultimo avviso è fasullo: è solo una truffa per spillare soldi a chi non ha preso precauzioni adeguate, e c’è il rischio aggiuntivo di trovarsi il computer più infetto di prima e con a bordo del software spia (date un’occhiata a quante modifiche apporta a Windows quest’ennesima porcheria). Evitate di fidarvi degli avvisi che compaioni nei siti che visitate, e procuratevi un buon antivirus. Uno vero: chiedete ai vostri amici quale usano loro. I principali antivirus riconoscono già questa nuova minaccia.

Più in generale, conviene prendere l’abitudine di non girare a caso per Internet: se vi servono notizie, andate direttamente ai siti delle principali testate giornalistiche. Se poi usate un sistema operativo diverso da Windows, questi cavalli di Troia non saranno eseguibili sul vostro computer e vi accorgerete subito del tentativo d’infezione, perché le finestre pop-up simulano le finestre di Windows anziché quelle del vostro Linux o Mac OS X.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Davvero Nostradamus previde l’11 settembre?

Un articolo di Paolo Attivissimo – Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

Voyager ha riproposto, in una puntata recente, la tesi che Nostradamus (1503-1566) previde gli attentati dell’11 settembre 2001. Colgo dunque l’occasione per rispolverare un classico che gira ormai da otto anni.

Ecco il testo che circolò subito dopo gli attentati, sia su Internet (per esempio nel newsgroup soc.culture.palestine, segnalato da Urbanlegends.com), sia sui giornali (il Resto del Carlino, come riferisce Piergiorgio Odifreddi su Repubblica):

“Nella città di Dio ci sarà un grande tuono,
due fratelli verranno straziati dal caos.
Mentre la fortezza regge, i grandi capi soccomberanno.
La terza grande guerra inizierà mentre la città brucerà”

Nostradamus 1654

Quattro versi che fecero esclamare a molti creduloni, con malcelata soddisfazione, che “Nostradamus l’aveva previsto” e che gli scettici del grande veggente avrebbero finalmente dovuto ricredersi di fronte all’evidenza. I “due fratelli” erano chiaramente le Torri Gemelle, “la fortezza” era il Pentagono (che fu colpito ma non crollò).

Certo, i “grandi capi” salvarono la pelle, nonostante la profezia, e non si capisce perché mai New York sarebbe la “città di Dio”, ma fa niente: per i seguaci dell’astrologo francese, queste righe erano una previsione straordinariamente precisa. E naturalmente nessuno si soffermò a notare che nel 1654 Nostradamus aveva smesso da tempo di scrivere profezie, per la ragione molto banale che era morto. Da quasi un secolo.

Potete immaginare l’imbarazzo dei tifosi di Nostradamus quando saltò fuori che l’azzeccatissima quartina nostradamiana in realtà era stata inventata di sana pianta nel 1997 da Neil Marshall, uno studente della Brock University, nello stato canadese dell’Ontario. L’aveva scritta in un saggio per dimostrare proprio il fatto che per qualunque “profezia” sufficientemente vaga prima o poi capita un evento calzante. Calzante, s’intende, se si decide di ignorare tutti i dettagli che non calzano. Non c’è nessuna chiaroveggenza: siamo noi che tendiamo ad adattare arbitrariamente parole vaghe a un contesto che ci coinvolge emotivamente.

L’originale della finta profezia, nel saggio di Marshall, era “In the City of God there will be a great thunder, Two brothers torn apart by Chaos, while the fortress endures, the great leader will succumb”: i “grandi capi” erano uno solo e non c’era l’ultima riga di annuncio della “terza grande guerra”, aggiunta da mano ignota.

Ma ci sono altre quartine, effettivamente scritte da Nostradamus, che secondo alcuni, come lo studioso delle sue profezie Renuccio Boscolo (citato su ArcadiaClub.com), preannunciano gli attentati dell’11/9:

Cinque e quaranta gradi il cielo brucerà
fuoco si approssimerà sulla città nuova
nell’istante grande fiamma espanse brucerà
quando si vedrà dei Normanni fare l’esperimento


E’ una traduzione della novantasettesima quartina del sesto libro o centuria (Nostradamus scrisse dodici libri, ciascuno di cento quartine). C’è chi dice che “cinque e quaranta gradi” è la latitudine di New York, ma in realtà questa città si trova a quaranta gradi di latitudine. A 45 gradi ci sono semmai città come Montreal, Ottawa, Lione, Milano e Torino. Con quale criterio, allora, questa sarebbe un’identificazione precisa di New York? E che c’entrano i Normanni?

Un terremoto di fuoco dal centro del mondo
farà tremare attorno alla Città Nuova:
i due grandi blocchi lungo tempo guerra si faranno
quindi Aretusa di nuovo il fiume arrossirà.

Questa è l’ottantasettesima quartina della prima centuria: la “città nuova” sarebbe New York (e perché non New Delhi?), il “centro del mondo” può essere qualunque cosa, i “grandi blocchi” possono essere l’Occidente e il Medio Oriente, e fin qui con qualche stiracchiatura va abbastanza bene. Ma che c’entra Aretusa, che è un personaggio mitologico greco il cui unico pregio era di fare il bagno nuda, attirando le voglie del dio Alfeo, per poi scappare in Sicilia, dove la dea Artemide la trasformò in fonte? Non c’entra assolutamente niente, neanche con il più grande sforzo di fantasia: ma è sufficiente ignorare il verso scomodo e tutto va bene.

Proviamo con la quartina 49 della decima centuria, che secondo gli studiosi nostradamiani è un’altra profezia calzante dell’11/9:

Giardino del mondo vicino a Nuova Città
nella strada delle montagne vuote
catturato e nel tino immerso verrà
costretto velenose acque solforose berrà.


Ecco ancora una volta la “Nuova Città”, per la quale valgono le stesse considerazioni di prima. E cos’è il “giardino del mondo”? Non si sa: facciamo finta di niente. La “strada dalle montagne vuote” sarebbe, secondo alcuni, New York senza le Torri Gemelle. Come faccia una strada a essere una città, non è dato saperlo. Se anche volessimo essere generosi e dire che i grattacieli di oggi sarebbero delle montagne cave per un uomo del Cinquecento, una strada con dei grattacieli c’è un po’ ovunque nel mondo, mica solo a New York.

E chi è il “catturato”? Osama bin Laden è ancora a spasso. Ma con un po’ di fantasia possiamo dire che si tratta di Khalid Sheikh Mohammad, l’organizzatore degli attentati, catturato alcuni anni fa e sottoposto alla tortura dell’annegamento simulato o waterboarding (“nel tino immerso”). Fa niente se il waterboarding non immerge il torturato in un tino. Per le “velenose acque solforose” mi arrendo: non so cosa inventarmi.

Ci sono anche altre quartine di Nostradamus che vengono presentate come previsioni straordinariamente accurate, ma ormai il principio dovrebbe essere chiaro: le quartine sono scritte per essere interpretabili in mille modi e adattabili a qualunque avvenimento.

La cosa più assurda è che quando Nostradamus, una volta tanto, fa delle indicazioni precise, queste vengono scartate dai suoi fan, come in quest’altro caso che sarebbe riferito agli attentati dell’11 settembre 2001:

L’anno millenovecentonovantanove al settimo mese
Dal cielo un gran re del terrore calerà
D’Angumese il gran re risusciterà
Per tempo prima e dopo Marte regnerà.


Perbacco, una data precisa: luglio del 1999. Ma un momento, gli attentati avvennero nel 2001, non nel 1999, e a settembre, non a luglio. Come risolvere quest’errorino? Facile. Ecco come fanno i credenti nostradamiani: “La data, che potrebbe sembrare la cosa più importante, va invece tralasciata poiché è l’unica presente nell’intera opera delle Centurie; probabilmente indica l’inizio di un periodo storico”.

Capito? L’unica volta che Nostradamus s’è sbilanciato dando dati precisi, li ha sbagliati, e così i suoi seguaci rimediano alla figuraccia dicendo che la data “va invece tralasciata”. Siamo insomma di fronte all’ammissione del metodo usato da chi crede alle giacobbesche fantasie di sfiga cosmica: prendere una vasta collezione di parole vaghe ed ambigue (ben milleduecento quartine senza alcun ordine cronologico) e stiracchiarle fino a dar loro una parvenza di significato, scartando senza pietà tutto quello che non si riesce ad adattare nonostante enormi sforzi d’immaginazione.

Così sono capaci tutti di fare i veggenti.

 
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